lunedì 22 maggio 2017

Un diamante è per sempre ma un cuscino ritratto regala attimi di felicità.

Oggi non è stata una giornata facilissima, ogni tanto ci casco anche io nel buco nero della disperazione, dei pianti ininterrotti, del "Basta chiudo tutto!". Non so se anche voi siete cresciuti con l'insegnamento "Impegnati che i risultati arriveranno" ma io che me lo sono sentita dire tutta la vita mal digerisco il fatto che in realtà non è proprio così. O meglio, credo ancora fortemente nel valore dell'impegno, della costanza e del duro lavoro ma sono molto meno convinta del fatto che sia sufficiente questo.



 Non sempre le cose vanno come si vorrebbe, ci sono mesi in cui si è carichi a mille perchè le cose vanno a gonfie vele e poi misteriosamente il mese dopo è una mezza tragedia. E tu sei lì che ti chiedi perchè, dato che hai continuato a lavorare nello stesso modo, facendo scelte che ti sembravano giuste. 


Ed ecco quindi che arrivano i momenti di profondo sconforto come oggi, in cui pensi di non essere all'altezza e di dar ragione a chi continua a dirti di trovarti un vero lavoro. Non è per niente facile tirarsi su dopo aver pianto così tanto ma non c'è alternativa, se non siamo noi a ritrovare la voglia di fare e cercare l'ennesima soluzione all'ennesimo problema, non lo farà nessun altro.


 Mi sono soffermata a pensare al mio lavoro, che amo così tanto e che sento così profondamente mio, a come strappa un sorriso alle persone intorno a me, a chi decide di sostenere il mio piccolo sogno. Penso soprattutto ai cuscini ritratto, perchè sono un concentrato di coccole e affetto, essendo pensati nei minimi dettagli per rendere felice qualcuno, con quelle loro buffe faccine, i particolari che raccontano la storia di ogni famiglia.


 Ed è allora che mi rendo conto di non poter cedere così facilmente la spugna, in questo mondo colmo di tristezza, omologazione e in cui tutti vanno di fretta c'è bisogno di piccoli gesti fatti con il cuore. Quando mi è stato chiesto di realizzare questa coppia di sposini che dovevano essere uno specialissimo regalo di nozze mi è venuta la solita ansia da prestazione, mista ad una grande gioia per tutta la fiducia che mi era stata data.


 Regalare un oggetto come questo significa dire alla persona che lo riceverà: "Per me sei speciale e proprio per questo ho voluto regalarti qualcosa che lo fosse altrettanto". 
Un diamante è per sempre, ma un cuscino ritratto regala attimi di felicità.
Un abbraccio.
Sara

giovedì 4 maggio 2017

Imparare a staccare la spina, ecco come fare senza rimetterci.

Imparare a staccare la spina, ossia non viviamo per lavorare. Ci ho messo davvero tanto per arrivare a questa nuova consapevolezza, credo di aver passato il primo anno e mezzo di questo mio percorso lavorando continuamente, in totale mi sarò fermata 4 giorni (forse...). Tornassi indietro...rifarei esattamente tutto uguale. Sì avete letto bene, prima ho detto che bisogna staccare e poi che rifarei le giornate massacranti di tempo fa. Non sono impazzita, è che credo che in ogni periodo ci sia il giusto ritmo, basta capire quale sia il più adatto per noi. All'inizio c'erano due aspetti importanti che consentivano la modalità cinesina: vivevo lontana dalla mia dolce metà e avevo la necessità di crescere alla velocità della luce per raggiungere il livello che desideravo. 


Ora le cose ovviamente sono cambiate ma questo non vuol dire che stia lavorando meno o che i profitti (perchè poi di questo si parla) siano diminuiti, anzi da quel periodo le cose sono migliorate molto. So che volete sapere quali trucchi magici ho scovato, ve li illustro in pochi e indolori punti, scoprirete così che non sono per nulla dei trucchi.

1) Ore lavoro di qualità.
Scommetto che almeno due ore del tempo che conteggiate come ore lavoro sono di chiacchiere sui social, distrazioni da telefilm e telefonate ai famigliari. Eliminare del tutto questo genere di distrazioni è parecchio difficile (sopratutto se con i social ci lavorate) ma dimezzarle è più che fattibile. Alla fine che senso ha passare 12 ore in laboratorio se ve ne bastano 10 per portare a termine la vostra to do list? Perchè se è vero che in quelle mezzore passate su FB non state propriamente lavorando, siete comunque chiuse nel vostro posto di lavoro e personalmente la cosa mi stanca quanto cucire. Preferisco finire prima e casomai cincischiare sdraiata sul divano. Molto meglio, no?

2) Lavorare agli orari in cui si è più produttivi
Stavo per scrivere "Alzarsi presto" ma l'ho cancellato perchè qualcuno afferma di lavorare meglio la notte, quindi diciamo che l'importante è concentrare il lavoro nei periodi della giornata in cui si è più freschi. Ad es. se io mi mettessi a cucire dopo cena non concluderei assolutamente nulla.

3) Rivalutare i prezzi.
Quando lavoravo così tanto i miei guadagni erano anche più bassi di ora. All'inizio è normale volare bassi, ci sono passata anche io nella fase "se alzo i prezzi chi mai comprerà" e avendo avuto la necessità di farmi conoscere ho ceduto a questa strategia poco furba. E' poco furba proprio perchè poi per portare a casa lo stipendio tocca lavorare con ritmi disumani ed inevitabilmente la qualità ne risentirà. Quindi rivedete i prezzi, niente di esagerato ma che sia al pari di quello che guadagnereste se foste dei lavoratori dipendenti (più o meno dai...)

4)Smettere di vedere il tempo libero come tempo perso.
Ho passato anche questa fase, quella in cui mi sentivo in colpa per ogni istante che non passavo alla macchina, mi sembrava di non fare il  mio dovere. Con il tempo ho però capito che staccare mi fa proprio bene, allontanarmi dalla routine lavorativa mi permette ovviamente di riposare il fisico ma anche di liberare la mente dalle preoccupazioni. E con la mente più leggera riesco a vedere le cose da altre prospettive. Dato che sono comunque molto incline al senso di colpa cerco sempre di trascinare fuori casa la dolce metà nelle nostre giornate libere, se stessi in casa la tentazione sarebbe troppo alta, lo ammetto. 

Come vedete niente di straordinario, anzi probabilmente per molte sarà acqua calda ma repetita iuvant. Quindi imparate a prendervi i vostri spazi senza per questo dover mettere in secondo piano il lavoro che è e rimarrà sempre molto importante. Volete mettere un paio d'ore passate al parco, sdraiate nell'erba, a leggere? Io poi finisco sempre per leggere cose che hanno a che fare con il lavoro ma questo è un altro discorso!

Buona serata.
Sara

venerdì 14 aprile 2017

Entrare in punta di piedi nelle vostre vite.

Oggi ho lavorato tantissimo, sveglia all'alba per una tirata di cucito di dodici ore perchè sto lottando per una mission impossible: salvare la giornata libera di Pasquetta. Purtroppo non credo che ci riuscirò nonostante gli sforzi ma forse un giro in bicicletta nel pomeriggio riusciamo a recuperarlo, vedremo. 


In questa giornata di lavoro a testa bassa senza distrazioni ho avuto modo di far lavorare più del solito la mente e ho riflettuto su tantissime cose, sull'andamento del mio lavoro, sulla gestione dei clienti, sul blog e non per ultimo sul fatto che con i vostri ordini personalizzati mi facciate entrare in punta di piedi nelle vostre vite. 


Ovviamente parlo di ordini particolari in cui per realizzarli mi raccontate di voi, delle vostre famiglie e di storie personali che a volte sono anche commoventi. Alla fine io per voi sono una completa estranea ma nonostante ciò decidete di affidarvi ciecamente a me e alle mie mani, per dare vita ai vostri piccoli desideri. Oggi ad esempio ho realizzato l'ennesimo quiet book che ripercorreva alcune tappe della vita di una piccolina, con le sue conquiste, esperienze, passioni e gioie. Anche se deve ancora compiere un anno la sua vita è stata colma di quelle meravigliose sfaccettature che solo una mamma è in grado di raccontare con tanta passione e amore, tanto da farmi come immergere in una storia. 


E così quando cucio è come se pagina dopo pagina fossi lì con loro, a vivere i loro bellissimi ricordi. E' come se fossi al fianco di Linda mentre gioca con il suo peluche pinguino o la prima volta in cui ha visto una mucca in montagna o quando esplorava il mondo iniziando a gattonare. Non lo so se riesco a rappresentare nel migliore dei modi questi vostri preziosi attimi ma di sicuro ce la metto tutta perchè la mia passione vi venga trasmessa quando aprite i miei pacchetti.


 E' per me un onore fare un lavoro così speciale, anche se a volte mi fa stancare fino alle lacrime, anche se a volte le cose non vanno come vorrei o se le spalle fanno male. Più ci penso e più me ne convinco, non vorrei fare nessun altro lavoro al mondo e questo anche grazie a voi e alla fiducia che riponete nel mio sogno.
Sara

martedì 4 aprile 2017

Organizer auto per bambini

Credo siano trascorsi due mesi dall'ultima volta che ho progettato qualcosa di nuovo e la mani cominciavano a prudermi, dovevo per forza mettermi alla prova ancora una volta. Penso di avere in mente questo progetto da un paio d'anni ma poi per una cosa o per l'altra non aveva mai visto la luce, non so se capita mai anche a voi. Questa mattina però mi sono svegliata con la ferma convinzione di provare degli organizer per l'auto e così, dopo aver terminato gli ordini in agenda per oggi e aver preparato un po' di pacchetti in partenza giovedì, mi sono messa all'opera. 


Come prima cosa ho fatto un giro nei vari negozi online di articoli per bambini per capire come fossero strutturati, sapete che non abbiamo ancora bimbi e ogni volta mi devo basare su quello che offre la rete per elaborare le mie versioni. Devo dire che questa ricerca è stata pressochè inutile, non ne ho trovato uno uguale all'altro, alcuni con le cerniere, altri con gli elastici, altri ancora con le retine e via dicendo. 


Quindi alla fine ho optato per la cosa più semplice possibile, anche per poter mantenere un prezzo alla portata di tutti, ossia quattro tasche di dimensioni diverse dove poter mettere piccoli oggetti per intrattenere i bimbi durante il viaggio. Le uniche due cose che ho estrapolato dalle mie ricerche e che ho mantenuto anche nel mio modello sono la fascia elastica con chiusura tipo zaino per agganciarlo al poggia testa e un lungo elastico nella parte bassa per fissarlo al sedile anteriore. 


Come vi dicevo è un modello molto semplice, realizzato in cotone con leggera imbottitura in mollettone, quindi non è pensato per contenere oggetti particolarmente pesanti come ad es. libri cartonati. La prova bottiglietta dell'acqua l'ha però superata benissimo, che poi era la cosa che mi premeva di più.


Chi mi segue su Instagram ha visto su stories le mie vicissitudini abbastanza imbarazzanti mentre ero in macchina a prendere misure varie o peggio a fare le foto. Dovete sapere che avendo un garage particolarmente scomodo lasciamo l'auto nel parcheggio davanti casa dove c'è sempre molto via vai di gente che si ferma nei negozi, quindi più di una persona mi ha guardato un po' perplesso. Cosa non si fa per il proprio lavoro!! Dopo aver visto l'anteprima in tante mi avete scritto per avere info in previsione dell'acquisto e posso finalmente dirvi che sono online nel mio shop, con tutte le misure e i dettagli che aspettavate. Al momento però sono solo questi due quindi come si dice?


 Chi prima arriva meglio alloggia. Poi ovviamente sarà possibile prenotarne altri ma per ora c'è da aspettare fine mese per trovare un posticino libero e devo ancora fare rifornimento di stoffa che scarseggia in microbottega.
Spero che vi siano piaciuti e che possano essere utili per i vostri bimbi.
Che altro dire se non buono shopping?
Un abbraccio.
Sara

giovedì 23 marzo 2017

I miei giochi con la certificazione CE.

Questo è un post che ho desiderato tantissimo scrivere, il traguardo raggiunto dopo mesi e mesi di duro lavoro, pianti, sconforto e infine gioia. Può sembrare strano che un manufatto artigianale debba avere le stesse certificazioni di un prodotto industriale e io stessa quando l'ho scoperto sono caduta dal pero. Mi sono inizialmente disperata perchè mi sembrava uno scoglio decisamente troppo grosso da superare per una micro artigiana come me. 


La cosa assurda di questa normativa è che viene applicata anche ai lavori fatti a mano che sono per ovvie ragioni molto molto diversi da quelli industriali. I primi momenti li ho passati piangendo, vedendomi di nuovo con lo spazzolone in mano a pulire i pavimenti altrui. Sì lo so, sono parecchio catastrofica quando mi ritrovo davanti agli imprevisti, sono di lacrima facile. Ma allo stesso tempo mi rialzo anche facilmente per tornare agguerrita più che mai. Tutto questo è iniziato un anno fa e nel frattempo è successo di tutto, confronto con il commercialista (che mi ha aiutato molto), contatti con agenzie a mio avviso più o meno ladre e  abbandono momentaneo del problema per assoluta mancanza di fondi (non vi dico i preventivi assurdi che mi avevano fatto). Poi chiacchierando con la mia amica Rebecca è venuto fuori che anche lei stava lavorando per ottenere la certificazione CE per i doudou e i porta ciuccio. Praticamente se sono arrivata fino a qui lo devo anche a lei che ha condiviso con me la sua esperienza, indicandomi l'agenzia che aveva preso in carico il suo lavoro. Non mi sembrava vero, qualcuno di affidabile, disponibile, che aveva capito le mie esigenze di piccolissima artigiana e soprattutto onesta. 


La spesa che ho dovuto affrontare è stata comunque onerosa per il mio fatturato ma sapevo di doverlo fare, perchè ormai lo sapete, mi piace lavorare in modo onesto. Ho dovuto inevitabilmente fare delle rinunce, questo è ovvio, avrei voluto fare altri investimenti per la mia attività o togliermi qualche sfizio personale ma ho dato la priorità alla cosa più importante, basandomi sulle mie sole forze.  Ho anche dovuto togliere dal catalogo alcuni prodotti come i doudou e accantonare l'idea di fare porta ciuccio o massaggia gengive perchè non potevo permettermi una spesa ancora più alta (perchè sì, anche per quelli è obbligatoria la certificazione CE). Quando qualcuno mi chiede cosa mi rende più fiera del mio percorso potrei dire di essere arrivata fino a qui partendo da zero, oppure di riuscire a mantenermi con un lavoro tutto tranne che facile ma in realtà rispondo sempre così: Sono fiera di fare scelte coraggiose anche se sono sempre le più sacrificate (vedi partita IVA....). Con la mia umilissima esperienza spero con tutto il cuore di infondere un po' di coraggio anche ad altre, di dimostrare che fare le cose bene è possibile anche se richiede delle rinunce. 
Poter vedere sui miei prodotti queste etichette ha per me un valore immenso e rifarei questa scelta altre mille volte. 


Nei momenti di sconforto, quando mi viene da dire "fanno bene quelli che lavorano in nero" il mio commercialista mi risponde sempre così: "Forse loro nell'immediato hanno più entrate ma tu stai mettendo le basi per qualcosa di solido e duraturo" e allora mi rialzo, fiera di me e del mio piccolissimo business. Un grazie speciale al mio amato uomoombra senza il quale probabilmente questa certificazione non avrebbe visto la luce, ha passato ore e ore a studiare la normativa, a creare fascicoli tecnici, fare test e creare schede prodotto. E' proprio vero, l'unione fa la forza, non dimenticatelo mai!
Sara

lunedì 27 febbraio 2017

Tutorial teatrino.

Chi ha voglia di prendere in mano cartone, pennelli e gomma crepla? Oggi vi mostro come realizzare un carinissimo teatrino per i vostri bambini.


MATERIALE:
Scatola di cartone
Gomma crepla
Spiedini di legno
Stoffa
Nastro
Tempera
Colla a caldo
Pennarello

PROCEDIMENTO:

1) Tagliare un foro nella parte davanti della scatola abbastanza grande per mostrare i personaggi del teatrino. Tagliare anche il retro (completamente). Questo modello prevede l'uso dei burattini impugnati dall'alto, se preferite la versione con l'impugnatura in basso tagliare anche tutto il fondo e posizionare durante il gioco il teatrino nel bordo esterno del tavolo.

2) Dipingere la scatola con della tempera.


3) Tagliare due rettangoli di stoffa per le tendine. Cucire con punti molto lunghi uno dei lati corti ripiegandolo e poi tirare i fili per arricciare. 


4) Incollarle alla scatola rifinendo poi con del nastro.


5) Per realizzare i burattini riportare le varie parti dei disegni sulla gomma crepla colorata e ritagliatele. In alternativa usare del cartoncino colorato. 


6) Incollare le varie parti con la colla a caldo.


7) Disegnate i dettagli con il pennarello.


8) Incollare sul retro lo spiedino di legno.


9) Preparate diversi burattini per raccontare una storia.


Con pochi materiali si può così realizzare un gioco perfetto per stimolare la fantasia dei propri bimbi, magari inventando la storia e costruendolo tutti insieme. Basta poi realizzare nuovi personaggi per giocare mille volte.
Buon divertimento!
Sara

martedì 31 gennaio 2017

Parla la psicologa: la rabbia nei bambini + tutorial barattolo della calma.

Oggi prende vita qui sul blog una rubrica a cui tengo tantissimo e che rappresenta uno degli obittievi per il mio 2017: parla l'esperto. Ho pensato che la cosa migliore che potessi fare per le mie mamme fosse di donare loro contenuti utili, che potessero mettere in pratica con i loro bambini per migliorare la propria qualità di vita. Frequento diversi gruppi di genitori su FB e ho notato che uno dei problemi principali delle famiglie è gestire in modo equilibrato gli scatti d'ira dei bambini che a volte sembrano così immotivati da far perdere la pazienza. Ho quindi deciso di chiedere a chi ne sa più di me di illustrarci l'aspetto psicologico di questo comportamento e di darci consigli in merito (io prendo nota per il futuro).
Lascio quindi la parola ad Annalisa Bresciani, Psicologa Clinica, Educatrice prenatale e neonatale, mamma di tre bambini. Con il suo lavoro aiuta le mamme e i papà ad accogliere le diverse fasi della loro vita di genitori in modo più sereno, trasformando le difficoltà in opportunità per vivere più gioiosamente accanto ai loro figli.


"Quando il nostro bambino piange, si dispera, urla per motivi per noi di poco conto, diciamocelo pure, disturba anche i genitori più calmi, se però riusciamo a comprendere cosa prova il bambino in quel momento, tutto diventa più facile.
La rabbia è il tentativo di un bambino di comunicare come meglio riesce in un dato momento.
Tutti reagiamo in continuazione sia a quello che succede dentro di noi, sia al contesto in cui ci troviamo. Lo so, sembra ovvio dirlo: questo vale anche per i bambini anche se noi adulti rischiamo spesso di dimeticarlo.
Un bambino arrabbiato non è:
-          cattivo
-          problematico
-          ingrato
Capita che i genitori reagiscano ad un momento di rabbia del proprio figlio con frasi tipo: “sei cattivo”, “non fare così”, “ma che problemi hai, ti diamo tutto quello che vuoi”, “con quello che ho fatto per te”. Capisco la frustrazione di una mamma o di un papà davanti ad un comportamento del proprio bambino che si fatica a comprendere (ho tre figli, ne so qualcosa), ma queste frasi, se volete davvero comprendere e aiutare il vostro bambino, sono proprio da evitare.
Un bambino arrabbiato ha bisogno della nostra vicinanza e del nostro amore incondizionato, non del nostro giudizio. Ogni volta che siamo in grado di accogliere i suoi sentimenti, gli stiamo comunicando la nostra totale accettazione della sua persona.
È innegabile che il pianto insistente e le urla del proprio figlio esasperino qualunque genitore, è fondamentale però capire che facendoci sopraffare dai nostri sentimenti rimaniamo focalizzati su di essi dimenticando che nostro figlio sta tentando di dirci qualcosa.
Il bambino si arrabbia quando sente di non avere il controllo della situazione, vorrebbe che le cose andassero diversamente, ma sa di non avere i mezzi per cambiare quello che non gli piace: alla base di ogni comportamento che esprime rabbia, c’è un senso di impotenza (vale per tutti piccoli e grandi).
Un adulto che insiste per raggiungere i suoi obiettivi, viene normalmente descritto come una persona determinata. Purtroppo, nel confronto adulti-bambini siamo abituati ad usare parametri diversi: un bambino che persegue in tutti i modi (quelli che conosce per età e sviluppo cognitivo) un suo obiettivo viene sovente descritto come difficile da gestire o facile ad arrabbiarsi…riflettiamoci!
Un bambino arrabbiato è un bambino che:
-          sta chiedendo attenzione
-          ha bisogno di aiuto
-          non tollera più una situazione

I motivi per cui una persona si arrabbia possono essere molteplici, ci si arrabbia di più quando si è stanchi, quando si deve interagire con qualcuno che non ci piace, o interrompere qualcosa di divertente, quando ci si sente traditi o incompresi e soprattutto la nostra rabbia aumenta quando sentiamo che gli altri proprio non comprendono la ragione del nostro comportamento. Ai bambini capita quasi sempre: si arrabbiano per cose che i “grandi” trovano futili o stupide, questo genera una grande frustrazione e la frustrazione genera ancora più rabbia…così non se ne esce!
Ci sono genitori che rimangono sbigottiti sentendomi dire che, nella maggior parte dei casi, le reazioni di rabbia di un bambino sono sane, credo che lo sgomento sia determinato da un lato da anni di credenze per cui il “bravo bambino” è quello che non si ribella e che vive sempre sottomesso al volere degli altri e dall’altro dalla paura di non essere dei bravi genitori dal momento che il loro bambino mostra “cattivi comportamenti”.
Un bambino che esprime la propria rabbia è in genere, un bambino che ha fiducia nei propri genitori e sa di essere accettato qualunque siano i suoi sentimenti: attenzione questo aspetto è importantissimo, un bambino che ha fiducia, sarà un ragazzino, un adulto, una persona che avrà fiducia in noi!
Trovo meno sano (anche se a breve termine più facile da gestire), il comportamento di un bambino che non si arrabbia mai: quello che viene visto sempre come un “bravo bambino” è individuo che già da piccolo si è arreso reprimendo sentimenti di rabbia e frustrazione. Questi sentimenti possono rimanere schiacciati fino a quando il bambino si sentirà abbastanza forte per ribellarsi (hai presente quando si dice: “no dai, non ci credo, è sempre stato così un bravo bambino”).
Il primo passo per aiutare tuo figlio nei momenti di rabbia, è cercare di capire come si sente.
 La nostra mente è in grado di farci fare un salto al di là del nostro punto di vista permettendoci di valutare come una situazione appaia agli occhi di un altro, questa capacità si definisce, in psicologia, perspective taking (assunzione di prospettiva).
Se ti sembra impossibile farlo, ti do una bella notizia: è una capacità che può essere allenata!
Si distinguono tre forme di perspective taking:
-          riesco a immaginare come vedi le cose tu
-          riesco a immaginare cosa pensi
-          riesco a immaginare cosa provi

Ti invito a provare a fare questo esercizio: quando il tuo bambino è arrabbiato per qualcosa, prima di reagire in qualunque modo, pensa ai tre punti che ho elencato qui sopra e immagina la situazione attraverso i suoi occhi, i suoi pensieri e i suoi sentimenti.
Fallo ogni volta che senti che stai perdendo la pazienza…mi piacerebbe se venissi a raccontarmi cosa succede (trovi i miei contatti...)


Non dimenticare:
-          il nostro comportamento è la lezione più importante: resta più impresso quello che insegniamo con le azioni che quello che insegniamo con le parole. Se tuo figlio è arrabbiato e strilla e tu gli urli di smettere, di fatto gli stai insegnando che è giusto usare la rabbia per ottenere quello che si vuole, o almeno, è giusto per il più forte.
-          Andare oltre all’apparenza è importante, bisognerebbe sempre partire dall’idea che il bambino si sta comportando meglio che può considerando le circostanze (ambientali e di competenze).
Comunica a tuo figlio che comprendi i suoi sentimenti standogli vicino: un abbraccio, una carezza, uno sguardo gentile sono una buona ancora nei momenti di sconforto; aspettate insieme che la tempesta passi, passa sempre e passa prima se non è alimentata da altra rabbia, solo quando sarà più calmo potrete riflettere insieme (in base alle sue capacità) su quello che è successo.


C’è un gioco che potete fare insieme in quel momento di transizione tra: “sono molto arrabbiato” e “forse mi sta passando”, è il barattolo della calma, lo conosci?"



Se non lo conoscete allora questo tutorial è fatto proprio per voi, vi faccio vedere come realizzarne uno con pochissimo materiale che di sicuro avete a casa.

MATERIALE:



1 vasetto di vetro riciclato
3 cucchiai di colla glitter
3 cucchiai di detersivo
poche gocce di colorante alimentare
acqua calda
colla a caldo

PROCEDIMENTO:


Metti nel vasetto un po' di acqua calda senza riempirlo e sciogli dentro alcune gocce di colorante alimentare.


Aggiungi la colla glitter


e il detersivo, mescolando bene il tutto, in modo da sciogliere la colla. Se avete dei brillantini più grande o delle paillettes si possono aggiungere in questa fase ma il barattolo della calma viene bene anche senza. Aggiungete altra acqua fino a riempire il vasetto.


Ora viene la parte più difficile, la sigillatura. Mettete della colla a caldo nella filettatura e avvitate velocemente il tappo prima che si asciughi. Sigillare anche nella parte esterna, tra il vetro e il barattolo. Controllate che non esca neanche una goccia d'acqua quando capovolgete il barattolo.


Questo passaggio è facoltativo ma se volete rifinire un po' il vostro barattolo potete coprire i mille strati di colla con della passameria o del nastro, di sicuro ne avete di riciclo conservati da qualche parte.


Ed ecco che il barattolo della calma è pronto! Ogni volta che il vostro bimbo si innervosisce o si arrabbia provate a proporgli questa semplice attività. L'oscillazione dei glitter nell'acqua possono diventare quasi ipnotici (non riuscivo a staccarmi) e potrebbero aiutarvi a gestire le piccole lotte quotidiane.

Spero che questo post vi sia piaciuto e che vi sia stato utile. Sarei molto felice di sapere che altri argomenti vi piacerebbe trovare prossimamente nel blog, sarebbe bello far crescere insieme questa rubrica.